Produzione
Roberto Verace
Luogo di produzione
Parigi, Francia
Sceneggiatura
Roberto Verace
Categoria
Video-saggio. Istantanee da un’esposizione
Sinossi
Cristian Krohg (1852–1925) è una figura centrale nella storia dell’arte norvegese. La sua personalità artistica influenza in maniera determinante non solo la pittura, ma anche la letteratura, il giornalismo e l'insegnamento artistico. Krohg rappresenta il passaggio decisivo dalla tradizione pittorica norvegese verso le nuove correnti della cultura europea rappresentate dal Realismo sociale e dal Naturalismo, che egli conosce nei suoi soggiorni di studio a Berlino e a Parigi, in particolare attraverso le opere di Gustave Courbet e Émile Zola. L’artista assume questi principi artistici e culturali innestandoli nel proprio grande talento artistico, posizione che lo pone in netto contrasto con l’estetica sentimentale o mitologica del romanticismo norvegese rappresentata da artisti come Adolph Tidemand o Hans Gude. Krohg dipinge soggetti della vita quotidiana, il più delle volte con un’attenzione speciale per gli emarginati e i deboli: prostitute, pescatori, donne lavoratrici, bambini poveri, malati. Un esempio emblematico è il celebre dipinto Albertine i politilægens venteværelse (Albertine nella sala d’attesa del medico della polizia, 1887), in cui denuncia la regolamentazione della prostituzione a Oslo. Il dipinto scatena un enorme scandalo nella conservatrice società borghese scandinava ed è spesso considerato il punto di riferimento del Realismo sociale norvegese. Sullo stesso soggetto, Krohg scrive anche un romanzo, Albertine, che viene censurato per lo stesso motivo. Oltre alla sua attività artistica, Krohg è un importante insegnante e promotore culturale. É direttore della Kunstnernes Hus e poi fondatore e docente della Kristiania Bohemen (movimento bohémien norvegese) e della scuola libera d’arte di Oslo, dove influenza una generazione di giovani artisti, tra i quali il più famoso Edvard Munch.
Note